Le parole di Nuccio Bertone nell'ultima lettera a Franco Scaglione  
  Nuccio Bertone, il 19 maggio 1993, dopo aver saputo che Franco Scaglione era ancora vivo ma viveva appartato a Suvereto, in Toscana, gli scrisse questa lettera, esattamente un mese prima della sua scomparsa, avvenuta il 19 giugno 1993:  
  “Caro Scaglione, da molti anni, o meglio, dal momento in cui é cessata la nostra collaborazione, non avevo più avuto sue notizie.  Avevo chiesto qua e là se si sapeva qualcosa di Lei, con esito sempre negativo. Solo in questi ultimi tempi un giornalista, Murizio Tabucchi, mi ha informato che Lei da tempo vive in Toscana all'indirizzo segnalatomi ed ho avuto piacere di questa informazione che mi permette di mettermi in contatto con Lei. Ricordo con grande soddisfazione la Sua partecipazione ai progetti di quell'epoca, le Sue intuizioni per lo styling dell'auto, proiettate verso il futuro ed anche nostre accanite discussioni, animate soprattutto dal desiderio di eccellere. La Sua passione per l'aerodinamica L'ha portata ad una conoscenza completa di questa scienza; non potevo su questo argomento che seguirLa. Ricorda le nostre prove in autostrada o nell'aereoporto con i filetti di lana, riprese, con la seconda vettuta affiancata? Un lavoro interessante e divertente. Come tutte le cose, nella vita umana ci sono quelle piacevoli e quelle meno. Con il tempo – e tanti anni sono passati dall nostra relazione – nei nostri rapporti privilegio le prime e scordo le altre. Spesso mi sono chiesto se la Sua destinazone sarebbe stata migliore come artista che non designer. Il Suo talento,la Sua cultura, il Suo comportamento, l'esasperato desiderio di insoddisfazione/soddisfazione, la Sua figura stessa, si adattavano ad un vero artista. Ricordo due Suoi frequenti atteggiamenti sigificativi: il primo, dei Suoi occhi azzurri che avevano vividi bagliori quando si sentiva appagato; il secondo, quaondo il problema L'appassionava, stava statico in punta di piedi. Ci sono tanti momenti che vivono in me, caro Scaglione, del lavoro fatto in comune: possiamo essere soddisfatti, non capita a tutti. Sono fiero delle vetture fatte insieme; nel 1992 é stato festeggiato l'80° anno della Bertone; il clou: i 3 BAT fatti venire da oltre oceano; ammirazione, stupore, considerazione da parte di tutti. Desidero con questa mia trasmetterLe parte delle soddisfazioni che mi hanno arrecato tutti i commentatori, da Lei più che meritate....  I 3 BAT che hanno fatto i tour dell'Europa sono stati rispediti ai proprietari che ce li avevano cortesemente dati in prestito. Mi creda, caro Franco, che la ricordo sempre soventissimo. Stimo il lavoro fatto con me a beneficio della Bertone. Un cordiale saluto, Nuccio Bertone. 




Nella foto Scaglione e Bertone con la Arnolt-Bristol. (Foto Archivio Bertone)

 Gli ultimi anni di Scaglione a Suvereto  
  Dopo alcuni tentativi di creare la propria società di design nei primi anni '80 e dopo essere stato contattato da FIAT per il progetto di un autobus, mai realizzato, Scaglione si ritirò a Suvereto dove morì quasi dimenticato, per tumore ai polmoni,  nel 1993.        Giovanna condivide con noi questi tristi momenti:  
  " Dopo la triste esperienza con  Intermeccanica, l' Ing. Mailander (Grandi Automezzi FIAT) chiamò il mio babbo e gli chiese di progettare un pullman (per i lunghi viaggi) aerodinamico e confortevole.  "Babbo iniziò questo nuovo progetto, sviluppando  disegni molto interessanti ed avveniristici (ho conservato alcune note su questo progetto).  "Purtroppo la grande frustrazione, a seguito degli avvenimenti che coinvolsero Intermeccanica, gli provocò una grande depressione ... impedendogli di concentrarsi sul lavoro.  "Ha trascorso tre mesi molto intensi sul progetto ... mesi tristi ... ed alla fine sentì che non poteva più continuare.  "Comunicò al Sig. Mailander che non avrebbe potuto terminare il suo lavoro. Il signor Mailander capì le sue condizioni psicologiche e gli disse:  "Signor Scaglione, non c'è nessun altro che possa realizzare questo progetto; conserverò il suo lavoro nella mia scrivania ... quando riterrà di poter andare avanti, deve solo venire qui da me e le consegnerò i suoi disegni per portare a termine il lavoro "  "Sfortunatamente questo non avvenne; contribuendo ad accentuare lo stato di depressione e di malessere del  mio Babbo."  
  
  "Quando la sua salute peggiorò, ricordo che avevamo un piccolo gatto rosso che avevamo chiamato "Papouse "(che significa" bambino "nella lingua dei nativi americani). Lo avevo trovato per strada, un giorno, tornando dal lavoro. Era bagnato fradicio; poteva avere un mese, un mese e mezzo, non di più ed aveva tutta la coda spelata.   "Il piccolo Papouse si era affezionato molto al mio Babbo.  "Quando papà si ammalò, questo adorabile gattino si mise sul suo letto, ai suoi piedi senza lasciarlo solo un attimo.  "Potrei dirti mille altre cose sul mio Babbo, credimi, da scrivere un libro intero"  
  Franco Scaglione morì al secondo piano della sua casa, in Via Roma 1 a Suvereto ... una cittadina medievale non lontano da Livorno.  Giovanna ha aggiunto:  "Non ho foto di questo periodo, non amavamo molto fare foto, ma nella mia mente é ancora tutto vivo. A volte i ricordi sono più chiari di una foto e comunque sempre molto più dolci".  
  Uno scrittore sconosciuto ha aggiunto questa osservazione:  "Purtroppo Scaglione è morto nell'ombra; in gran parte dimenticato e sottovalutato per il suo fondamentale contributo  al disegno automobilistico, attraverso la sua visione delle forme aerodinamiche, per i più prestigiosi marchi automobiistici Italiani e Tedeschi degli anni Cinquanta e Sessanta". 

 Le osservazioni finali di Giovanna  
  "Per molti anni dopo che mio padre aveva smesso di lavorare, tutti credevano che fosse morto, e il suo nome era quasi scomparso dal ricordo degli appassionati: è tutto grazie alle riviste di settore e di Alfa Romeo, con cui sono tornata in contatto alcuni anni dopo la morte di mio Babbo, che ancora vive il ricordo di Franco Scaglione. Dagli eventi in suo nome alle pubblicazioni a lui dedicate, é il mio impegno costante per far sì che questa persona speciale non venga mai dimenticata, e non solo da me che sono  sua figlia.  "Era un uomo davvero unico, sia sul lavoro che nella vita privata, non ha mai dettato legge, ha sempre spiegato perché le cose dovevano essere fatte in un certo modo.  "Determinato, sì, ma nello spirito, e mai noioso: era impossibile non ammirarlo e amarlo."  "E ora ... Voglio ringraziare tutti i miei lettori, con tutto il mio cuore per la loro pazienza, sperando di aver suscitato il loro interesse nella storia storia di mio padre.  "Attraverso l'aiuto dei miei cari amici Robert, Renzo, Vladimir e Ulrich ho cercato di raccontare il carattere di mio padre, non solo come designer ma soprattutto come uomo e come padre meraviglioso.  "Nel corso degli anni ci sono state  pochissime informazioni  su Babbo dal punto di vista personale, questo fino ad ora!   "Penso che sia sempre un piacere avere la possibilità di conoscere una persona in tutti i suoi aspetti nella vita quotidiana.  "Grazie molte per la vostra attenzione, e per l'interesse dimostrato.  Cordiali saluti,

  GIOVANNA SCAGLIONE    







RINGRAZIAMENTI:

Cinque persone appassionate della storia di Alfa Romeo si sono impegnate per raccogliere i ricordi della figlia di Franco Scaglione nel sito www.AutodeltaGoldenYears.com e nel presente sito web. Informazioni, foto, documenti e lettere utilizzati  provengono da vari archivi privati e da documenti dell'Archivio Alfa Romeo, da lettere private dall'archivio di Maurizio Tabucchi e da archivi di amici, piloti e meccanici di Autodelta (Gian Luigi Picchi, Alberto Ponno, Michael Seger e Luca Perboni).  



Abbiamo aggiunto alcune informazioni  inedite grazie a un amico svizzero con grande conoscenza del mondo automobilistico europeo,  Ha avuto la fortuna  di incontrare e diventare amico dei più importanti tecnici e dei più grandi piloti nel corso di molti decenni.  Ora, nella sua "seconda giovinezza" e con il suo ricco archivio, sta ricordando fatti ed eventi di quell'epoca eroica, ma continua a voler restare nell'anonimato.  Grazie RRP (anche se qualcuno riconoscerà sicuramente chi sei).    



E infine, dobbiamo un sincero ringraziamento al Prof. Massimo Grandi, eminente professore di design automobilistico, celebre storico e scrittore riconosciuto a livello internazionale dell'Università di Firenze per aver aver avuto parole di apprezzamento per  il nostro manoscritto ed averci permesso di pubblicare alcune sue magnifiche opere.  



Chi fosse interessato a saperne di più sulle realizzazioni tecniche e sulla costruzione  della 33 Stradale o siete interessati all'evoluzione nelle competizioni di Alfa Romeo dal 1964 al 1984, visitate il nostro sito http://www.AutodeltaGoldenYears.com/ in tre lingue: Inglese, Italiano e Tedesco.  



Grazie per la vostra visita; gli Editori:

Robert Little, Renzo Carbonaro, Ulrich Zensen , Claudy Smith 

e Vladimir Pajevich (Senior Contributing Editor)







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