Il periodo d'oro della sua carriera, gli anni Sessanta da Libero professionista. 


Mentre gli americani del settore del design automobilistico, dai primi anni '50, continuavano  a visitare i Saloni dell'auto di Torino e Ginevra, Londra e Parigi per imparare e osservare le futuristiche linee stilistiche introdotte da Franco Scaglione, i giapponesi fecero di più che osservare e plagiare apertamente il suo linguaggio di design...  


Giovanna spiega:  "Quando accettò di progettare la Prince Motors Skyline Sprint 1900 (presentata al Tokyo Auto Show nel 1960), la compagnia giapponese mandò in Italia uno dei suoi ingegneri, il signor Takeshi Inoue, per imparare come mio padre  lavorava  a un progetto. Il signor Takeshi è rimasto un anno intero in Italia lavorando fianco a fianco con mio Babbo nel suo laboratorio (in quel momento non lavorava più per Bertone). Con Inoue abbiamo avuto una buona amicizia... era solito venire a cena a casa nostra. Con il mio Babbo parlava sempre in inglese ma  con me e mia madre cercava di parlare italiano." 

"Il signor Inoue ripartì per Tokyo quando il mascherone in legno a grandezza naturale (costruito dalla ditta Raniero a Orbassano) fu completato e spedito in Giappone. I disegni originali furono spediti, per via aerea, direttamente alla sede della compagnia in Giappone.  La Skyline Sprint 1900  progettata da Scaglione, 12 anni fa si trovava presso la Nissan.  " Babbo era sempre felice di dare consigli e dare supporto a tutti quelli che glielo  chiedevano"  Scaglione era una personalità estroversa, allegro e amava la compagnia di altre persone e si rendeva sempre disponibile ad aiutare gli altri.  Nello stesso tempo non gli piaceva mostrarsi o essere al centro dell'attenzione, come  altri nel suo ambiente erano abituati a fare.  Quindi, alcuni credevano di avere a che fare con un arrogante; altri, vedendo che non desiderava apparire lo consideravano un introverso. Tentativi recenti per rintracciare Mr. Inoue, la cui compagnia Prince Motors era stata assorbita da Nissan of Japan, si sono rivelati vani.  Durante il resto della sua carriera, Scaglione lavorò da solo, senza collaboratori od apprendisti.   

Fili di lana e nastro adesivo

Franco Scaglione in tutti i suoi lavori cervava di raggiungere la perfezione stilistica.  Anche se non tutti apprezzano i suoi lavori, i suoi studi per ridurre l'attrito dell'aria sulle superfici e la ricerca dell minor coefficiente di resistenza lo inseriscono di diritto nella cerchia dei maggiori esperti in campo aerodinamico,  ben oltre i risultati raggiunti da altri desiner suoi contemporanei. Ricordiamo che Scaglione si laureò presso l'università di Firenze, in ingegneria aerodinamica nel 1937.  Solo pochi, nel settore del design automobilistico durante gli anni '50 e gli inizi degli anni '60 avevano la formazione e l'esperienza di ingegneria aerodinamica di Franco Scaglione.  
 

  Giovanna commenta i primi test  dell'Alfa Romeo Giulietta Sprint Speciale:  "le sue linee aerodinamiche sono state create senza l'uso di una" galleria del vento "  "Per effettuare i test di aerodinamica non si é utilizzata una galleria del vento, ma un metodo più semplice ma egualmente efficace: fili di lana, applicati con nastro adesivo su tutta la carrozzeria. Un'altra automobile, con a bordo un  cameraman affiancava la Giulietta SS e scattava  fotografie e riprese video quando l'auto aveva raggiunto la velocità stabilita, per un attento studio sul comportanento dei fili di lana.  "In questo modo si rileva immediatamente dove si creano i vortici che disturbano l'avanzamento dell'auto. Come si può vedere, i fili di lana sono assolutamente allineati con la macchina, tranne che in piccoli punti vicino alle ruote. Risultato più che soddisfacente. " 

 Questa é la risposta, su un semplice foglio di carta, scritta da Teodoro Zeccoli per  Giovanna Scaglione, solo 10 anni fa, ad un quesito che lei gli aveva posto in occasione di un incontro a Firenze. Zeccoli, nello stesso scritto, ricorda sia la bravura in aerodinamica sia il carattere buono ed aperto di suo papà Franco. Per saperne di più sull'anima di Alfa 33 Stradale, ricordiamo  ciò che disse Henry Wessels III, il primo proprietario di una Stradale:  "All'epoca non c'erano limiti di velocità in Italia e la polizia ti fermava solo per curiosità, e molto spesso facevano gesti per dire" Avanti, dai gas! "  "Una volta, sull'autostrada per Venezia, ho corso per quattro chilometri a 10.000 giri / min in sesta marcia, il tachimetro indicava 290 km / h. (Circa 175 mph). Incredibilmente, ad una velocità inferiore a 240 km/h c'era un gran  rumore nell'abitacolo, ma appena ho superato i 260 km/h, il rumore  nell'abitacolo é scomparso  La macchina era incredibilmente stabile, anche nel caso di un vento trasversale, continuava a viaggiare diritta e stabile " - (da un articolo di Automobilismo d'Epoca)

In effetti, i fili di lana non mentono!   

  Giovanna , Zeccoli  e la corsa sulla 33 Stradale  
  
  Ogni nuova macchina progettata da mio Babbo era una sorella per me!  
  "Quando ha progettato la 33 Stradale e realizzato l'auto, ho pressato il mio" Babbo "così tanto che, un giorno, stufo e disperato, chiese al nostro amico personale Teodoro Zecccoli, autodelta collaudatore, di portarmi a fare un giro sull'auto.  
  "Ricordo che eravamo al Motor Show di Torino; Teodoro aveva appena terminato un giro con Roky Roberts come passeggero (Roky Roberts, a quei tempi era un famoso cantante in Italia).  
  "Ricordo che, una volta sistematami nell'angusto abitacolo della 33, Teodorò portò l'auto verso le colline intorno a Torino, su una strada che era stata chiusa al traffico normale per poter testare le auto del salone.  
  "Dopo un po' ho chiesto a Teodoro:' Non possiamo andare un po' più veloce?'.  
  "Teodoro mi guardò con uno sguardo preoccupato e disse:  
  'Mia cara Giovanna stiamo correndo a 220 chiometri all'ora!cosa vuoi di più ???? '  
  "Incredibile!L'auto aveva una forma così aerodinamica che non sentivo il rumore del vento.  
  "Ho avuto solo la sensazione della velocità guardando il piede destro di Teodoro che si muove velocemente tra il pedale del freno e l'acceleratore.  
  "Non dimenticherò mai quella bella esperienza. "