Figurini o disegni sono la prima fase della costruzione di un'auto. Anche oggi che il disegno é computerizzato il concetto é sempre uguale. Volendo creare un nuovo modello di automobile, il disegnatore inizia a disegnare bozzetti e figurini in base al suo estro creativo e secondo le indicazioni del costruttore. Ma é sempre la creatività del disegnatore che é alla base della nascita di una futura auto, del suo successo o del suo fallimento commerciale.   Certamente il lavoro del disegnatore é il più delle volte sottoposto alle necessità del costruttore, ma nel caso di Franco Scaglione, sia per l'epoca in cui ha vissuto, sia per il suo rapporto con i carrozzieri e  con i costruttori é sempre stato improntato alla massima autonomia creativa. Questo gli ha permesso, assieme al suo estro ed alla sua competenza nel campo aerodinamico, di realizzare dei disegni straordinari che spesso non si sono tramutati in auto realizzate, ma che comunque hanno costituito la base di studio e riflessione per lavori successivi suoi e di altri designers. Le sue giornate passate davanti al tavolo da disegno ad immaginare nuove linee ed a tracciare le forme di auto fantastiche ha governato la maggior parte della sua vita. Non si saprà mai quanti fogli e cartoncini abbia riempito con le sue intuizioni fantastiche; purtroppo non abbiamo neanche più tanti suoi figurini. I disegni delle auto che poi sono state costruite non sono rimaste nel suo patrimonio, ma sono diventati di proprietà dei carrozzieri o di chi gli commissionava il lavoro. I pochi disegni che sono rimasti sono quelli di proprietà di qualche archivio storico mentre la maggior parte sono andati distrutti in seguito alle travagliate vicissitudini delle Case Automobilistiche e dei Carrozzieri dell'epoca. 




Facciamo questa” disse Luraghi, quando Chiti e Scaglione gli presentarono i disegni predisposti da Scaglione per una nuova auto nel 1967. Luraghi (all'epoca Amministratore Delegato di Alfa Romeo), entusiasta del successo ottenuto alla prima apparizione della vettura da lui così a lungo desiderata, voleva ad ogni costo realizzare una piccola serie di Gran Turismo, basate sul progetto della T33, per consolidare l’immagine del marchio e ritagliare il posto d’onore fra le “Dream car” che dominavano le fiere dell’automobile. E fu così, che da un “semplice” disegno,  nacque una delle più belle auto mai costruite.